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La Talpa 1 - Lo Yucatan e l'Hacienda

Lo Yucatan
Tra i 31 stati che compongono il Messico, lo Yucatan è quello più pianeggiante. Da sempre è considerato la terra dei Maya, di grande fascino e mistero. Quasi 200.000 Kmq di pianura calcarea, dove i fiumi sono rari e scorrono in gran parte sotto terra creando splendidi specchi d'acqua nella rigogliosa foresta. Il clima è tropicale, con escursioni termiche minime tra il giorno e la notte, con le pioggie concentrate soprattutto nel periodo da Luglio a Settembre, e una temperatura media di 26° gradi. L'etimologia della parola "Yucatan" deriva dal termine "Maya Ciuthan", che significa letteralmente "noi non vi capiamo", ciò che dicevano i Maya agli Spagnoli che li minacciavano di morte, non trovando l'oro che cercavano. La follia conquistatrice degli stessi fu in parte bloccata dalle paludi e dalla fittissima vegetazione tropicale, più che dai nativi, morti in massa a causa del vaiolo e di altre malattie portate dai conquistatori. Ecco anche perchè molti monumenti Maya originali sono rimasti intatti. Dopo alcune imprese fallite, nel 1542 El Mozo de Montejo riuscì a fondare la città di Merida, capoluogo dello Yucatan e comune di riferimento dell'Hacienda de La Talpa. Le attività dello Yucatan, dopo la conquista spagnola, si basavano essenzialmente sull'agricoltura e sulle piantagioni. Per questo già dal 1600 nascono le Haciende, che si estendono a macchia d'olio nella pianura messicana. Vivono due grosse stagioni legate ai prodotti coltivati, la più importante delle quali è la seconda, legata all'Henequen, una pianta utilizzata per fare cordame, considerata l'oro verde del Messico. Fondamentale per la storia dello Yucatan è anche la cosiddetta "Guerra delle Caste": i grandi proprietari, infatti, covavano l'ambizione di unirsi agli Stati Uniti d'America, così addestrarono ed armarono gli indios a questo scopo. Essi però si ribellarono ai loro padroni, e fu solo a causa di un evento per loro sacro che ebbero la peggio e vennero sterminati: il cielo si oscurò di formiche migranti per l'arrivo delle piogge, segno che per i Maya significava siccità, per combattere la quale occorreva piantare mais. Per questo abbandonarono i fucili e si recarono nei campi. Uno dei tanti segni che dimostra la pacificità di questa civiltà. Successivamente, tra il 1848 e il 1855 metà di loro vennero massacrati.

L'Hacienda
Le Haciende rappresentano per la popolzione messicana una struttura tipica per la loro storia e per la loro cultura. Sede dei padroni colonialisti, cominciano a diffondersi su tutta la pensiola dello Yucatan, all'interno della ricca vegetazione, già dal 1600. Tutte, più o meno, rispecchiano la stessa struttura architettonica, con colori caldi in constrasto con gli azzurri, i verdi e le terre bruciate dalla natura. Il rosso mattone, abbinato a raggianti ocra e candidi bianchi crea efficaci effetti di riposo e di benessere. Inoltre tutta l'oggettistica e l'arredamento, insieme ai collegamenti degli spazi (ottenuti attraverso patii aperti) creano emotività e senso di libertà. L'Hacienda non è quindi un semplice luogo abitativo, ma anche di rappresentanza e di incontro tra culture e storie diverse. E' inoltre luogo dove riposarsi, chiaccherare e confidarsi.

Haciendas dello Yucatan
Le Haciendas nel Messico erano la base di un sistema economico creato dagli spagnoli nel sedicesimo secolo, simile al sistema feudale europeo. Nate come centri di manifattura e aziende agricole, si dividono in due periodi, le più antiche che coltivavano mais e quelle successive che coltivavano Henequen. Nel tempo si sono trasformate in simboli di ricchezzae cultura, adornate con architettura, arredamento e oggetti d'arte di tutto il mondo. Come le piantagioni nel sud degli Stati Uniti, le Haciende erano organizzate secondo il sistema sociale delle Caste, con i latifondisti come padroni degli indios, schiavizzati. La maggior parte delle Haciende nello Yucatan nel diciannovesimo secolo producono la corda da Henequen, utilizzato soprattutto nell'industria cantieristica. Le Haciende possedevano campi enormi per le piantagioni di Henequen, coltivate da centinaia di uomini. La casa principale era solitamente la costruzione più grande, in cui il proprietario viveva con la sua famiglia e gestiva le attività della proprietà. La lavorazione dell'Henequen avveniva invece nella "Casa della Macchina", la "Casa de Maquinas". Erano solitamente presenti anche una "Cappella", la casa del maggiordomo, e altre piccole costruzioni per la servitù e l'immagazzinaggio. Dopo la Guerra delle Caste, la maggior parte delle Haciende sono state abbandonate e inghiottite dalla ricca vegetazione delle giungle.

L'Hacienda de La Talpa
E' registrata presso un municipio nei pressi dei Merida e vi si accede solamente da una strada, che porta ancora un nome Maya. E' infatti immersa nella vegetazione e al suo interno contiene diversi edifici coloniali, tra cui una piccola arena (la Plaza de Toro), una capanna Maya e alcune rovine della civiltà. E' curioso inoltre notare la presenza di un piccolo binario morto che permette di raggiungere i campi di proprietà dell'Hacienda, trainati da un calesse a cavallo. La fondazione dell'Hacienda, anche se presenta chiare origini dell'epoca delle Haciende del 1600, dedite alla coltivazione del mais, non può essere dimostrata. Infatti, i primi fondatori di cui si abbia notizia è la famiglia Lara, presenti nell'Hacienda all'epoca della coltivazione dell'Henequen. In seguito divenne proprietà della famiglia Pasos Peniche, e l'ultimo proprietario di cui abbiamo notizia è Julio Laviada Cicerol. L'architettura di questa proprietà terriera più essere suddivisa in 3 grandi aree:
- Il "Villaggio", che si trova al di fuori della zona degli edifici prinicipali, fatta eccezione per la Cappella, integrata nella dependance, e si estende all'interno di un terreno delimitato da un muro con una piazzola ed un arco di accesso dove è possibile riconoscere il cortile principale originario, comunicante con altri cortili che hanno continuato a svolgere la stessa funzione durante il periodo dell'Henequen.
- La casa principale, ampliata nel periodo dell'Henequen (fine 1880), un buon esempio di integrazione di due epoche in cui spazio, tecnologia e forma sono in ottima armonia. Nella sua forma esteriore rimangono gli elementi propri dell'architettura coloniale: semplicità nella volumetria e nelle decorazioni, la disposizione della casa e la sua scalinata d'accesso, e la costruzione ed il grande corridoio frontale con l'accorpamento della cappella privata. Del periodo dell'Henequen si rileva l'uso di materiale nuovo come le tegole di Marsiglia inclinate e inserite in una struttura di legno, che danno un'immagine al tempo stesso nuova e fedele alla tradizione.
- La casa dei macchinari, che come per la casa padronale mantiene un adeguamento tecnico-costruttivo dove si integrano tradizione e modernità. Sopra i muri di pietra e le arcate vengono posti tetti in lamina di metallo sistemate in strutture di legno che coprono tutta l'area di lavorazione dell'Henequen a anche la zona della sua ultima trasformazione in corda. Quest'ultima parte è quella che dà maggiore continuità formale e spaziale tra la casa padronale e la casa dei macchinari.

Il Museo Maya e la casa dei concorrenti
E' stato lo studio Tv dal quale è stata realizzata gran parte della trasmissione in Messico. Poco distante dalla casa principale, porta con sè un fascino misterioso, dove la tradizione Maya si incontra con quella coloniale e quella contemporanea. Per quanto riguarda la casa dei concorrenti possiamo dire che è formata da un grosso salone di circa 30 Mq da cui si accede dalla scalinata d'ingresso e dal patio esterno. E' comunicante con la cucina e si affaccia sul cortile interno con visuale sulla piscina. Ha una struttura molto lineare e solare con ben 8 porte-finestre. Sulla sinistra abbiamo la zona notte, formata da 3 camere da letto gemelle, collegate alla zona giorno sempre dal patio. Tutte le camere sono comunicanti tra loro, in quanto i bagni sono solo due. Per accedere alla piscina sul retro occorre percorrere il camminamento in stile coloniale e scendere di livello. Al centro del camminamento c'è un'aiuola sulla quale si affaccia il balcone del salone giorno.

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