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Il
Kenya
Se non fosse stato per le esplorazioni nell'Africa
orientale la parola swahili "safari" (letteralmente "viaggio")
non avrebbe avuto alcun significato nel resto del mondo. Il Kenya è
la nazione più moderna e progredita d'Africa, ricca però
di contraddizioni, con difficili coabitazioni tra le tribù e un
turismo sempre più soffocante. Il Kenya resta però una meta
affascinante, dove la natura più selvaggia e aspra può essere
ammirata in tutto il suo splendore.
Qualche
dato sul Paese
- Superficie: 582.646 Kmq;
- Popolazione: 32.021.856 persone;
- Capitale: Nairobi;
- Posizione: confinante con Sudan, Etiopia, Somalia, Tanzania e Uganda;
- Fuso orario: GMT +3, +2 ore rispetto all'Italia (una quando vige l'ora
legale);
- Ordinamento: Repubblica Presidenziale;
- Lingue: Kiswahili (ufficiale), dialetti etnici, inglese;
- Religioni: 45% protestante, 33% cattolica, 10% musulmana, 12% altre;
- Moneta: scellino kenyota;
- Popoli: 22% Kikuyu, 15% Masai + Turkana + Nandi e altri popoli nomadi,
14% Luhya, 13% Luo, 12% Kalenjin, 11% Akamba, 6% Meru, 1% altri;
Clima
La capitale, come l'area centro-occidentale caratterizzata da altopiani
e rilievi, gode di un clima temperato, caldo di giorno e fresco la notte,
senza rilevanti escursioni termiche stagionali. Il nord del paese presenta
invece un clima desertico, molto caldo e con precipitazioni annuali minime.
Il clima della zona a sud dell'Equatore varia molto a seconda dell'altitudine,
con escursioni termiche rilevanti. Sul litorale, soggetto ai monsoni e
agli alisei, il clima è caldo e umido, con temperature elevate
tutto l'anno. La stagione delle piogge (da Aprile a Luglio) è caratterizzata
da frequenti rovesci a carattere temporalesco. Vengono inoltre definite
due diverse stagioni umide, da Marzo a Maggio (grandi piogge) e da Ottobre
a Dicembre (piccole piogge). La stagione più calda dura, in generale,
da Dicembre ad Aprile.
Ambiente
Il Kenya è situato sulla costa orientale dell'Africa, sull'Oceano
Indiano. Al suo interno il lago Vittoria segna il confine con i vicini
occidentali. La regione della Rift Valley e degli altopiani centrali è
quella in cui si trovano i paesaggi più spettacolari. L'umida fascia
costiera comprende l'estuario del fiume Tama ed un tratto di belle spiaggie.
La parte occidentale del Paese è caratterizzata dai terreni fertili
a ridosso del lago Vittoria e da alcuni splendidi parchi faunistici. Nella
vasta zona nord-orientale si trovano invece i territori più selvaggi,
rimasti incontaminati dalla civiltà a causa della loro aridità.
La flora e la fauna sono ricche e suggestive, sfuggendo ad una facile
descrizione. Le vaste pianure meridionali sono punteggiate da acacie ad
ombrello, arbusti spinosi e dai caratteristici baobab a forma di bottiglia.
Gli alti pendii del monte Elgon e del monte Kenya sono ricoperti da foreste
di bambù, e più in alto ancora, da bizzarri seneci, con
caratteristici enormi fiori a forma di cavolo, e lobelie giganti, dalle
lunghe spighe. I ricchi parchi faunistici sono ricchi di leoni, bufali,
elefanti e rinoceronti, oltre che di una vasta varietà di volatili.
Segnale positivo, molte razze a rischio di estinzione stanno ritornando
a popolare le riserve dei parchi nazionali di Tsavo e del lago Nakuru.
Le condizioni atmosferiche del Kenya variano enormemente da una zona all'altra.
Il clima della Rift Valley è quello più piacevole, mentre
nelle aride brughiere e nelle regioni semidesertiche la temperatura può
raggiungere e superare i 40°C di giorno per scendere poi a 20°C
la sera. Le regioni occidentali e la costa sono generalmente calde e umide
tutto l'anno.
Parchi
e natura
I parchi che abbelliscono il Kenya sono più di 20, rendendolo meta
preferita per chi desideri sperimentare la suggestiva avventura del safari.
Il Parco Nazionale Amboseli è il più famoso dopo quello
naturale del Masai Mara, particolarmente suggestivo per la presenza di
rinoceronti bianchi ed elefanti. Sullo sfondo fa da cornice il meraviglioso
panorama del Kilimannjaro. Il lago Nakuru, ubicato nella Rift Valley orientale,
oltre a ospitare più di 550 specie di piante, è il rifugio
di 56 differenti specie di mammiferi e di 450 di uccelli. Numerossissimi
sono i fenicotteri. Il parco del Masai Mara conserva la più variegata
fauna del Kenya ed è di grande richiamo per il turismo internazionale.
Storia
Tracce dei primi abitanti del territorio kenyota vanno ricercate nelle
tribù nomadi migrate dall'Etiopia nel 2000 a.C.. Ad esse seguì,
circa mille anni dopo, un nuovo gruppo che occupò gran parte del
Kenya centrale. Tra il 500 a.C. e il 500 d.C. anche il Kenya subì
la migrazione di altre tribù africane. Le popolazioni di lingua
bantu (come i Gusii, i Kikuyu, gli Akamba e i Meru) arrivarono dall'Africa
occidentale, mentre quelle di lingua nilota (Masai, Luo, Samburu e Turkana)
dalla valle del Nilo, nel Sudan meridionale. Dopo molti secoli il territorio
del Kenya cominciò ad attirare le mire espansionistiche degli europei.
I portoghesi, attirati dal profumo di spezie e dal denaro, cominciarono
ad interessarsi della zona intorno al XV Secolo, da quando Vasco da Gama
riuscì a doppiare il Capo di Buona Speranza nel 1498. Da allora
gran parte delle città commerciali indigene, tra cui Mombasa, furono
saccheggiate ed occupate, portando così alla fine del monopolio
arabo sui commerci nell'Oceano Indiano. I portoghesi imposero per lungo
tempo un duro regime coloniale, ponendo un sultano contro l'altro, anche
se la stabilità politica dello stato rimase sempre in precario
equilibrio. Nel 1720 iniziò invece una nuova epoca: gli arabi riuscirono
a riprendere il controllo sulle regioni costiere, e già nel XVIII
Secolo le dinastie omanite, provenienti dal Golfo Persico, iniziarono
ad avanzare lungo le coste dell'Africa orientale. Le continue controversie
interne tra le diverse tribù e la pessima gestione portoghese caratterizzarono
questi secoli e portarono ad un costante declino del Kenya. Questo fu
il vero motivo di disinteresse per questo territorio da parte delle nazioni
potenti, come Gran Bretagna e Prussia, che durò fino alla metà
del XIX secolo. Il fenomeno del colonialismo, oltre allo scontro tra le
differenti culture, permette anche di scoprire luoghi sacri e segreti
di queste popolazioni. Fino agli anni 1880 la Rift Valley e gli altopiani
di Aberdare rimasero il principale insediamento Masai, fiera tribù
guerriera. Il colonialismo portò con sè anche malattie e
pestilenze, che pur indebolendo la popolazione Masai non riuscirono mai
a distruggere il loro spirito guerriero. Gli inglesi furono così
costretti a negoziare un trattato con il Laibon, il capo spirituale Masai,
perchè accordasse loro il diritto di costruire la ferrovia Mombasa-Uganda,
destinata a transitare sui terreni da pascolo della tribù. Il punto
centrale della tratta ferroviaria si trova nell'area su cui sorge oggi
la città di Nairobi. Questo accordo può essere considerato
come il momento di inizio del declino di questa popolazione: le pressanti
richieste di terra fertile da parte dei coloni bianchi costrinsero infatti
i Masai all'interno di riserve sempre più ridotte. Molti appezzamenti
di terra furono sottratti anche ai Kikuyu, una tribù bantu dedita
all'agricoltura proveniente dagli altopiani a ovest del monte Kenya. Anche
l'impostazione logistica della colonizzazione europea dei primi anni del
XX Secolo dovette essere rivista, poichè all'inizio si rivelò
essere un vero disastro. Solo dopo essersi documentati sulla cultura Masai
gli inglesi riuscirono a migliorare la loro colonia. Gli inglesi non furono
gli unici coloni ad occupare il Kenya, con le numerose piantagioni di
caffè a costituire una sorta di minimo comun denominatore per tutti.
Costrette a prendere parte al sistema economico creato dagli europei,
le varie tribù mantennero comunque intatta la loro voglia di lottare.
Harry Thuku fu uno dei primi leader dell'associazione politica kikuyu;
il suo successore, Johnstone Kamau (ribattezzato in seguito Jomo Kenyatta)
divenne il primo presidente del Kenya indipendente. L'opposizione al regime
coloniale crebbe sempre di più: il neonato Kenyan African Union
(KAU) fece sentire forte la propria voce e le proprie richieste. La Mau
Mau Rebellion terminò nel 1956 con la sconfitta dei Mau Mau. Il
tributo pagato fu di oltre 13.500 morti, tra guerriglieri, civili e militari
Mau Mau. Kenyatta, dopo anni di carcere, venne liberato nel 1961 e divenne
il capo del nuovo KAU. Egli portò il paese all'indipendenza, ottenuta
il 12 Dicembre 1963, e sotto la sua presidenza il Kenya divenne una delle
nazioni più ricche e stabili di tutta l'Africa. Alla morte di Kenyatta,
avvenuta nel 1978, salì al potere Daniel Arap Moi, durante il cui
governo, durato 24 anni, si cercò di emanare una nuova costituzione.
Dal 30 Dicembre 2002 il nuovo presidente del Kenya è Mwai Kibaki,
per dieci anni vicepresidente del governo Moi. Kibaki ha fatto della lotta
alla corruzione il proprio cavallo di battaglia e da allora un forte senso
di rinnovamento e crescita sta caratterizzando il paese.
Cultura
In Kenya esistono più di 70 tribù diverse, pur essendo state
le diverse tradizioni tribali messe a dura prova dal colonialismo europeo.
L'inglese e lo swahili vengono insegnati in tutto il Paese, affiancate
nel quotidiano da una grandissima varietà di lingue tribali minori.
La musica da ballo attualmentein voga è il benga, divenuto molto
popolare negli anni '50. La cucina del Kenya è povera, ovviamente
a scopo primario di sostentamento, ed è composta essenzialmente
di pesanti pietanze ripiene con fagioli o salsa di carne. Il principale
piatto nazionale è il famoso "Nyama Choma", ovvero carne
di capra alla griglia. I "Sambusa" sono con ogni probabilità
lo spuntino più comune: si tratta di frittelle di forma triangolare,
fritte e farcite di carne macinata speziata. Pannocchie arrostite sulla
brace e patate dolci fritte sono altri snack molto comuni. La birra è
tra le bevande più ricercate e diffuse.
La
Shamba
La Shamba, situata in località Athi River, dista 40 Km dalla città
di Nairobi ed è al confine con il Nairobi National Park. Il Ranch
è situato all'interno di una distesa di 16.000 ettari di savana
vicino all'Athi River, un fiume lungo 600 Km che attraversa buona parte
del territorio kenyota, dalle Ngong Hills del nord fino al mare in zona
di Mombasa. Nell'area della Shamba vivono circa 350.000 animali selvatici.
In piena savana, la location è immersa in un ambiente naturale
ricchissimo di fauna e flora, con moltissime varietà di acacia,
i grandi alberi a forma di ombrello un po' il simbolo di questa parte
dell'Africa orientale. Il territorio è popolato da gazzelle, antilopi,
impala, gru, zebre, giraffe, struzzi, facoceri, scimmie e gheopardi. Nell'area
vivono inoltre 6 diverse tribù indigene, tra cui Masai e Samburu.
All'interno della Shamba, in una zona chiamata Kanga, sono stati costruiti
lo studio, il campo giochi e la casa dei concorrenti. Ad 800 metri in
linea d'aria, al Wanafunzi Camp, è stata attrezzata l'area di produzione
e post produzione, con 10 uffici, 5 postazioni Avid, regia, camere remotate,
sala macchine ed area catering. In quest'area non è raro ricevere
le visite di scimmie e dik dik. A questo livello equatoriale, ad un aumento
delle temperature fino a circa 30°C seguirà, a fine Ottobre-Novembre,
un periodo più piovoso. L'intera area è collocata su un
altopiano a 1.700 metri d'altezza, dove l'orizzonte è veramente
sconfinato e dove il Sole tramonta con un passaggio repentino dalla luce
al buio intorno alle 6 del pomeriggio. La luce che pervade il paesaggio
poco prima del calar del sole è indescrivibile. La Shamba è
un luogo primordiale dove la natura è padrona assoluta.

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